Premessa: non farò un post sulle ferie perchè oltre ad essere la fotocopia dell'anno precedente, come dice Ilaria:"ma che palle due ore a riprendere sassi..." e purtroppo ha ragione, devo fare ammenda, quei video hanno senso solo per chi quelle emozioni le ha vissute in prima persona. Ma quest'anno, mentre mi divertivo a scendere per i single track di Corvara, qualcosa è cambiato: non mi sentivo poi così in colpa nell'approfittare degli impianti di risalita, invece di guadagnare la vetta in sella. Ovviamente con il tempo a disposizione sarebbe stato impossibile, ma non èquesto il punto, ho vissuto quelle uscite con uno sguardo che da un po' mi mancava, la meraviglia. Mi sono ritrovato ad apprezzare scenari, sentieri e panorami come non facevo da tempo, ho guardato dentro me stesso e mi sono chiesto:"starò mica diventando un Volemose ben?!" Subito una risata mi ha sopraffatto pensando all'eterno dualismo tra ganassa e volemose ben: i primi orientati a gare e prestazioni, i secondi a vivere la mountain bike con spirito escursionistico. La mia recente partecipazione a qualche gara mi ha conferito il titolo di ganassa, anche se a guardar bene, le mie prestazioni agonistiche sono a dir poco sconfortanti. Poco importa, il mio obiettivo è sempre stato portare a termine la gara, non certo il risultato, ma soprattutto mi incuriosiva il mondo che gravita intorno alle competizioni, con il suo circo di comportamenti più strani, da chi partecipa per la compagnia al fanatico che attende la partenza riscaldandosi sui rulli. Oggi ho assaporato di nuovo il piacere dell'escursionismo, con tratti impegnativi e anche una salita con trasporto bici a spalla. Il tempo ci ha messo il suo regalandoci pure un discreto scroscio che ci ha inzuppati per bene. Una splendida uscita, in buona compagnia, condita da vedute mozzafiato e trails stupendi. Oggi penso di poter dire finalmente che non sono un ganassa, nè un volemose ben, sono un biker felice!
domenica 8 settembre 2013
domenica 18 agosto 2013
Santissimi Tiziano e Manuel da Affi
Fervono i preparativi per la vacanza in montagna in compagnia di morosa e bici.
Galeotta fu l'ispezione al forcellone!
Controllata la pressione con l'apposito strumento, la valvola non ne vuole sapere di chiudersi perdendo tutta l'aria: la forcella si svuota facendo inchinare la bicicletta come un cammello impigrito! Orrore!
Ripeto l'operazione, niente.
Divento improvvisamente prodigo e fantasioso nelle imprecazioni e lancio qua e là cacciaviti e attrezzi: ma proprio oggi deve rompersi sta maledetta?!
Telefono, quasi senza speranza, a Tiziano per spiegargli l'accaduto: "pronto... sono cadenaonta!" Dall'altra parte una risata.
"Tiziano, mi devi aiutare, ho la bici in panne e parto lunedì." Anche la mia ragazza partecipa all'implorazione e rimango ammirato da tanto slancio: poi capisco che semplicemente non mi sopporterebbe lamentarmi appiedato per l'intera vacanza.
Appuntamento il mattino dopo per verificare il guasto.
Ad attendermi Tiziano che da buon padre comincia subito a tirarmi le orecchie: "Ma la vogliamo lavare sta bici una volta all'anno?!" - hai ragione - "Da quant'è che non facciamo un controllo completo?" - ehm...
La diagnosi iniziale è di quelle che non vorresti sentire: "Eh... qui bisogna spedire la forcella in assistenza..." Vedo già i miei sogni di bambino troppo cresciuto infrangersi in quelle parole.
Poi comincia ad armeggiare intorno alla valvola e in men che non si dica, la bici risorge dalle sue ceneri.
In quel momento spunta Manuel dall'officina, con la sguardo che parla più di mille parole e che sembra dirmi: "s'eto combinà stavolta?!"
Ha in mano una calcolatrice e un righello e mi fa cenno di salire per tarare le sospensioni. Con pazienza certosina regola SAG e pressione adatti al mio peso e mi restituisce una bici perfetta e pronta a ruzzolare giù dai pendii più impervii.
Li guardo come i miei salvatori ed esco dal negozio con un entusiasmo che la mia ragazza non può che incorniciare. Un sentito grazie di cuore al team AffiBike per la disponibilità e la solita cortesia. (e alla mia morosa che è sempre più ottimista di me ;)
Galeotta fu l'ispezione al forcellone!
Controllata la pressione con l'apposito strumento, la valvola non ne vuole sapere di chiudersi perdendo tutta l'aria: la forcella si svuota facendo inchinare la bicicletta come un cammello impigrito! Orrore!
Ripeto l'operazione, niente.
Divento improvvisamente prodigo e fantasioso nelle imprecazioni e lancio qua e là cacciaviti e attrezzi: ma proprio oggi deve rompersi sta maledetta?!
Telefono, quasi senza speranza, a Tiziano per spiegargli l'accaduto: "pronto... sono cadenaonta!" Dall'altra parte una risata.
"Tiziano, mi devi aiutare, ho la bici in panne e parto lunedì." Anche la mia ragazza partecipa all'implorazione e rimango ammirato da tanto slancio: poi capisco che semplicemente non mi sopporterebbe lamentarmi appiedato per l'intera vacanza.
Appuntamento il mattino dopo per verificare il guasto.
Ad attendermi Tiziano che da buon padre comincia subito a tirarmi le orecchie: "Ma la vogliamo lavare sta bici una volta all'anno?!" - hai ragione - "Da quant'è che non facciamo un controllo completo?" - ehm...
La diagnosi iniziale è di quelle che non vorresti sentire: "Eh... qui bisogna spedire la forcella in assistenza..." Vedo già i miei sogni di bambino troppo cresciuto infrangersi in quelle parole.
Poi comincia ad armeggiare intorno alla valvola e in men che non si dica, la bici risorge dalle sue ceneri.
In quel momento spunta Manuel dall'officina, con la sguardo che parla più di mille parole e che sembra dirmi: "s'eto combinà stavolta?!"
Ha in mano una calcolatrice e un righello e mi fa cenno di salire per tarare le sospensioni. Con pazienza certosina regola SAG e pressione adatti al mio peso e mi restituisce una bici perfetta e pronta a ruzzolare giù dai pendii più impervii.
Li guardo come i miei salvatori ed esco dal negozio con un entusiasmo che la mia ragazza non può che incorniciare. Un sentito grazie di cuore al team AffiBike per la disponibilità e la solita cortesia. (e alla mia morosa che è sempre più ottimista di me ;)
giovedì 15 agosto 2013
'Ndo elo el belo?! (AKA I piani falsi di Zeno)
Le premesse potevano anche dare ragione al "capitano", ma il Tremalzo ha sempre molto da regalare e anche questa volta non si è smentito.
La partenza regala una brutta sorpresa a Matteo, costretto a noleggiare una bici a Riva causa guasto tecnico alla sua Specy. (ecco cosa succede a comprare bicicletta da mercatone :D)
Fatte provviste da un'improbabile lattaia con panini imbottiti, saliamo per la Strada del Ponale, sempre spettacolare con la sua panoramica sul lago.
Tra gallerie scavate nella roccia e scorci suggestivi raggiungiamo il lago di Ledro: il capitano lamenta la salita e rumoreggia tra le fila. Zeno richiama all'ordine e ci mette in riga, ora comincia il divertimento... Sì perchè a Zeno se gli fai vedere una rampa di un garage si esalta; il capitano tra sè pensa:"vado a comprarmi un transalp!"
Ci inerpichiamo per il tracciato della Rampiledro e le salite cominciano subito a farsi sentire: tra uno sbuffo del capitano e un incitamento di Zeno proseguiamo la scalata. "Tranquilli tra un po' comincia il falso piano" ecco, se è Zeno a pronunciare questa frase dovete tenere presente che di piano c'è poco, ma di salite oltre il 20% ne troverete parecchie.
Finalmente arriviamo al Passo Nota e niente ci separa da una buona birra ghiacciata.
Il ritorno da sentiero panoramico si trasforma presto in single track a tratti molto tecnico e divertente: passaggi stretti e scoscesi mettono alla prova le doti degli istruttori PedalaParco ;)
Sosta obbligata alla baita degli Alpini dove bibite e stoviglie sono a disposizione gratuita di tutti per rifocillarsi.(grandi!)
Procediamo la discesa tra scenari mozzafiato e sentieri a picco sul lago per ricongiungerci alla Ponale che ci riconduce a Riva del Garda.
Il Capitano pregusta da qualche kilometro un succulento gelato, mentre il resto della squadra opta per un ristoro più...calorico!
Dimenticavo la mappa
domenica 20 gennaio 2013
Fottuto bastardo
Oggi ho avuto l'odiosa sorpresa di scoprire che mi hanno rubato la mia specialized del 1988 che mi ha accompagnato in tutti questi anni, prima come inseparabile amica dei sentieri montuosi e oggi come una stupenda pensionata nei tragitti cittadini…
Inutile sottolineare il valore affettivo di una perdita così grande per me, dato quello che abbiamo condiviso insieme.
Già in tenera età avevo provato questa sensazione quando al mare mi rubarono la mia bicicletta rossa nuova fiammante: avevo 8 anni e la aspettavo da non so quanto.
Oggi ho provato di nuovo quello stesso sentimento di privazione che ha scatenato in me un misto di tristezza e rabbia ma soprattutto impotenza. Sì perché malgrado tutte le ricerche e denunce possa fare so che la mia bicicletta non la rivedrò mai più..
Non so e non potrò mai sapere chi me l'abbia portata via e gli auguro di non incontrarmi mai: di tutte le punizioni divine, dantesche, medioevali che mi vengono in mente lascio parlare qualcuno che condivide la mia stessa perdita.
Addio stumpy, spero almeno che chi ti avrà in sorte ti tratti e ti voglia bene come te ne ho voluto io...
p.s.: so che è una cosa disperata, ma data la rarità del modello, se il ladro fosse stato così coglione da non riverniciarla. la bicicletta ha questo aspetto che vedete qui sotto.
Sulla piazza di Verona, credo di poter affermare sia l'unico modello esistente.
p.s.: so che è una cosa disperata, ma data la rarità del modello, se il ladro fosse stato così coglione da non riverniciarla. la bicicletta ha questo aspetto che vedete qui sotto.
Sulla piazza di Verona, credo di poter affermare sia l'unico modello esistente.
Grazie a chiunque possa darmi segnalazioni
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